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	<title>il blog di edistar &#187; Effetti personali</title>
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	<description>news e curiosità su business e tecnologia</description>
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		<title>Prima GGD a Venezia: l’infiltrato speciale</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 15:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un punto di vista maschile Nella stupenda ambientazione dell’Arsenale di Venezia, venerdì scorso si è tenuto un evento assolutamente esclusivo. A maggior ragione per chi scrive, che è un uomo, dato che parliamo della prima GGD – la mitica “Girl Geek Dinner” – organizzata in Veneto! Quatto quatto, mi sono proprio gustato l’occasione sentendomi un [...]]]></description>
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<h2><em>Un punto di vista maschile</em></h2>
<div id="attachment_431" class="wp-caption alignright" style="width: 504px"><a href="http://www.girlgeekdinnersnordest.com/team/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-431" title="ggd2" src="http://blog.edistar.com/wp-content/uploads/2010/07/ggd2.jpg" alt="" width="494" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">alcune organizzatrici: Daniela Farnese, Miriam Bertoli, Laura Sicolo, Stefania Girelli</p></div>
<p>Nella stupenda ambientazione dell’Arsenale di  Venezia, venerdì scorso si è tenuto un evento assolutamente esclusivo. A maggior ragione per chi scrive, che è un uomo, dato che parliamo della prima GGD – la mitica “Girl Geek Dinner” – organizzata in Veneto!</p>
<p>Quatto quatto, mi sono proprio gustato l’occasione sentendomi un pò “infiltrato” – e mai termine fu più giusto – tra le ragazze più tecnologiche che si possa immaginare! E anche molto invidiato, da tutti gli uomini che hanno potuto solo vedere le foto il giorno dopo :- )</p>
<p>Dopo una giornata passata tra i facebook garage e gli open data, gustandomi gli speech dei guru più quotati, la serata è stata decisamente piacevole, condita ovviamente dal Bellini, lo storico drink creato proprio a Venezia, all&#8217;Harry&#8217;s Bar, che ha sponsorizzato la serata assieme ad altri brand famosissimi quali Rigoni di Asiago, Zonin, Kallèis, Kodak (e Marco Camisani Calzolari che ha creato le pins). Ecco che tra crostini di baccalà mantecato, sarde fritte, sfornati di zucchine e gamberi e tagliate di pollo, si sono intrecciate le relazioni più esclusive e invidiate, quantomeno nel settore dell’information technology.</p>
<p>Non si contano gli iPhone con le case di mille colori e con le app più invidiate, oltre agli invidiatissimi iPad che facevano capolino tra i tavoli, coperti dal velo di mille “touch” in una giornata che più calda non poteva essere. Le girl geek sono decisamente tante ed emozionate e il filo di Arianna del networking veneto a base di tecnologia, internet e new media comincia a svolgersi proprio da questa sera.</p>
<p>Già ci immaginiamo nuove imprese guidate dalle leonesse hi-tech, che più dolci non possono essere e un pò speriamo che la loro saggezza faccia da stimolo per una crescita basata sull’innovazione.</p>
<p><strong>Un business più rosa aiuterà senz’altro tutti noi uomini ad essere meno supponenti e a imparare un pò di più.</strong></p>
<p>Siamo certi che saranno proprio tante, tantissime le girl geek dinners venete e questa sera si è ben capito che il primo passo è stato proprio straordinario. Un plauso va alle bravissime <a href="http://www.girlgeekdinnersnordest.com/team/" target="_blank">organizzatrici</a>, che hanno saputo creare un mix davvero straordinario, aiutate in questo dalla magica cornice della Dominante ha saputo dare un tocco unico a un evento incantevole!</p>
<p>L’appuntamento è quindi alla prossima GGD, sperando di essere ancora tra i fortunati accompagnatori!</p>
<p><em>Gianluca Busato<br />
business development Edistar</em></p>

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		<title>Edistar @VeneziaCamp2010</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 14:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è da poco concluso il VeneziaCamp 2010, il Festival dell’Innovazione Digitale che sì è tenuto dal 1 al 3 luglio all’Arsenale di Venezia e cominciano a registrarsi le prime reazioni alla seconda edizione che sembra aver consolidato un appuntamento che cerca di entrare nella fase di maturità. Anche noi di Edistar abbiamo voluto parteciparvi [...]]]></description>
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<div id="attachment_423" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><a href="http://www.flickr.com/photos/marcogialdi/4761179230/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-423" title="4761179230_a8a07a4ab4" src="http://blog.edistar.com/wp-content/uploads/2010/07/4761179230_a8a07a4ab4.jpg" alt="" width="400" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">(by marco gialdi)</p></div>
<p>Si è da poco concluso il <strong>VeneziaCamp 2010</strong>, il Festival dell’Innovazione Digitale che sì è tenuto dal 1 al 3 luglio all’Arsenale di Venezia e cominciano a registrarsi le prime reazioni alla seconda edizione che sembra aver consolidato un appuntamento che cerca di entrare nella fase di maturità. Anche noi di Edistar abbiamo voluto parteciparvi – come spettatori &#8211; e curiosare, interessati dal programma e dai temi che sono stati messi in campo.</p>
<p>Siamo stati piacevolmente stupiti da alcune sorprese. Abbiamo visto cose che pochi anni fa non potevamo immaginare: guru del web <em>2.0</em> accanto ad imprenditori veneti, pubbliche amministrazioni che affrontano le sfide della semplificazione dei processi, giornalisti che discutono i problemi dell’editoria, scuole che ridefiniscono i propri itinerari formativi anche sulla base dell’apprendimento delle tecnologie.</p>
<p>Soprattutto abbiamo visto professionisti ed imprenditori che riconoscono la necessità di innovare il modo di fare impresa, che vogliono puntare sullo sviluppo tecnologico perché è la base per migliorare il proprio business. Anche in Italia, anche in un paese tradizionalmente  conosciuto perché poco propenso agli investimenti in IT.</p>
<p>Si è notata la voglia di mettersi in gioco da parti di molti &#8211; del Veneto e non solo -, di ripensare il proprio atteggiamento, il proprio modo di stare nel mercato. All’Arsenale si è colta quindi una buona occasione per ascoltare le storie di chi ha ripensato con successo la propria attività, mettendo al centro il rapporto con il cliente e costruendo sulla propria creatività le fondamenta di un’imprenditorialità diversa.  Sono state poste le basi per qualcosa che può diventare un appuntamento importante per la crescita della cultura digitale dell’impresa italiana. Anche se quest’anno potevamo essere di più, e le assenze sono state rumorose, siamo d’accordo con <a href="http://liberononprofessionista.blogspot.com/2010/07/venezia-il-camp-e-io.html" target="_blank">chi dice</a> che non sia stato un mezzo flop: la direzione intrapresa è stimolante per tutti.</p>
<p>All’Arsenale si è ritrovata la “parte abitata della rete”, quelli che usano il web nel lavoro e nelle relazioni quotidiane, quelli che vedono nell’evoluzione <em>social</em> un’opportunità da cogliere per sperimentare strade inedite di comunicazione.</p>
<p>Ma tra gli stand e i barcamp, che per tre giorni consecutivi hanno ininterrottamente offerto stimoli e spunti, si aggirava anche chi ai discorsi sulla cultura partecipata del web ci si avvicina solo ora, sbirciando da lontano e procedendo in punta di piedi.  A questi bisogna proporre un rilancio e ci auguriamo che le amministrazioni siano così lungimiranti da sostenerlo.</p>
<p>VeneziaCamp2010 è un passo importante  nella giusta direzione, ma bisogna continuare sulla strada della diffusione della cultura digitale e delle infrastrutture tecnologiche: una strada che è tutta da percorrere. Edistar da sempre mette al centro del proprio lavoro la ricerca e lo sviluppo, offrendo alle aziende gli strumenti e l’esperienza per comunicare nel modo più efficace e semplice possibile con i loro pubblici. Noi vogliamo continuare a innovarci e a migliorarci. In un’epoca di condivisione dei saperi e di ridefinizione delle relazioni <em>BtoC</em>, ma anche <em>BtoB</em>, è uno sforzo ineludibile.</p>
<p><em>Jacopo De Antoni<br />
Edistar Marketing Staff</em></p>

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		<title>Boxville: Soluzioni per il Mobile Marketing</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:09:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Speech sul mobile marketing del CTO M. J. Vincenzi &#8211; 30 settembre 2009- Movincom Presentazione di Boxville tenuta dal CTO ing. Mauricio Jorge Vincenzi al convegno “SELL BY CELL: il mobile come nuovo canale di vendita” organizzato da MovinCom a Milano il 30 settembre 2009. Boxville è la joint-venture tra Edistar e Arti Grafiche Julia specializzata [...]]]></description>
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<p><em><a href="http://www.boxville.eu/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-305" title="logo-boxville" src="http://blog.edistar.com/wp-content/uploads/2009/10/logo-boxville.jpg" alt="logo-boxville" width="220" height="55" /></a>Speech sul mobile marketing del CTO M. J. Vincenzi &#8211; 30 settembre 2009- Movincom</em></p>
<p><a href="http://www.slideshare.net/Edistar/boxville-soluzioni-per-il-mobile-marketing-2102340" target="_blank">Presentazione</a> di Boxville tenuta dal CTO ing. Mauricio Jorge Vincenzi al <a href="http://www.movincom.it/it/press_it/schedaPress_it.html?id=Evento%20Movincom_30092009&amp;lista=/it/press_it.html&amp;xmlPath=/it/contents/data.xml&amp;scheda=/it/press_it/schedaPress_it.html" target="_blank">convegno </a><strong>“SELL BY CELL: il mobile come nuovo canale di vendita”</strong> organizzato da MovinCom a Milano il 30 settembre 2009.</p>
<p><object style="width: 720px; height: 540px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="720" height="540" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://blog.edistar.com/doc/boxville-blog/boxville-movincom/boxville-movincom.swf" /><embed style="width: 720px; height: 540px;" type="application/x-shockwave-flash" width="720" height="540" src="http://blog.edistar.com/doc/boxville-blog/boxville-movincom/boxville-movincom.swf"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.boxville.eu/" target="_blank">Boxville</a> è la joint-venture tra <a href="http://www.edistar.com/it/">Edistar</a> e <a href="http://www.agjulia.it/" target="_blank">Arti Grafiche Julia</a> specializzata in applicazioni di mobile marketing.</p>
<p><img class="alignright" src="http://blog.edistar.com/wp-content/uploads/2009/09/movincom.jpg" alt="" width="278" height="68" /><a href="http://www.movincom.it" target="_blank">MovinCom</a> è il consorzio di esercenti attivi sul canale mobile, nato con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sistemico ed organico del mobile business.</p>

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		<title>Nasce il social-google?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 10:07:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marco Massarotto]]></category>
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<p><img class="size-full wp-image-160 alignright" title="Nasce il social-google?" src="http://blog.edistar.com/wp-content/uploads/2009/07/opensocial.jpg" alt="opensocial" width="299" height="308" />La convergenza digitale tocca anche le evoluzioni della rete e dei suoi modelli di business? La domanda sembra d&#8217;obbligo, almeno a leggere l&#8217;opinione di <a href="http://internetpr.it/autore/" target="_blank">Marco Massarotto</a>, nel suo <a href="http://internetpr.it/2009/07/21/google-social-network/" target="_blank">Google sta “trasformando” Internet in un Social Network?</a></p>
<p>L&#8217;utilizzo di piattaforme sta ponendo a molte aziende il problema dell&#8217;aggiornamento dei contenuti. Difficilmente si possono creare redazioni ad hoc che possano gestire i vari twitter, blog, facebook, friendfeed e mille altri contenitori-aggregatori-nodi che si sviluppano e crescono ormai quotidianamente.</p>
<p>Diventa pertanto fondamentale la creazione di contenuti che possano essere &#8220;declinati&#8221; diversamente, ma con una logica centralizzata che ne permetta la gestione nel tempo.</p>

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		<title>New Media: milioni di utenti connessi a internet per seguire i funerali di Michael Jackson. Ecco come il web supera i broadcaster tradizionali</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 10:07:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[key4biz.it] “Sarà lo spettacolo più grande della terra” aveva detto Michael Jackson parlando del suo funerale. E così è stato. Per dare l’addio al re del pop la CNN ha dedicato un canale in streaming all’evento, mentre in Italia la diretta è stata trasmessa da Mediaset su Italia 1 e da Sky sul canale della [...]]]></description>
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<p><img class="alignleft" title="Michael Jackson" src="http://www.key4biz.it/files/000119/00011907.jpg" alt="" width="180" height="135" />[key4biz.it] “Sarà lo spettacolo più grande della terra” aveva detto <strong>Michael Jackson </strong>parlando del suo funerale. E così è stato. Per dare l’addio al re del pop la CNN ha dedicato un <strong>canale in streaming</strong> all’evento, mentre in Italia la diretta è stata trasmessa da Mediaset su Italia 1 e da Sky sul canale della CNN, su Sky TG 24 e su Fox News. A garantire l’accesso all’evento da digitale terrestre ci ha pensato invece la BBC, attraverso il canale BBC World.</p>
<p>Ecco in tutta la sua naturalezza il potere dei nuovi media. Le televisioni, grazie alla loro flessibilità, hanno permesso di dedicare un canale intero all’evento, senza alcun problema per la sovrapposizione del contenuto, reso disponibile contemporaneamente su piattaforme diverse, dall’analogico, al digitale terrestre, fino al satellite. Ma i numeri più sbalorditivi arrivano da Internet, che ha confermato ancora una volta il suo potere di annientare spazi e distanze.</p>
<p>Milioni di persone si sono connesse da tutte le parti del mondo per seguire i funerali del loro beniamino. Sui social networks sono state organizzate moltissime cerimonie in ricordo della popstar. Randi Zuckerberg, direttore marketing di Facebook, ha dichiarato che mentre la CNN trasmetteva la diretta dell’evento, nella community si sono raccolti più di sei mila commenti al minuto da parte dei fan, con pensieri dedicati al re del pop e continui aggiornamenti .<br />
Ma Facebook è stata soltanto una delle piattaforme assediate dagli utenti. Il canale online della CNN è stato seguito da 759 mila persone, al secondo posto del podio troviamo invece il sito dell’ABC, con un picco di 97 mila visite, mentre la terza posizione va a E! Online, che ha registrato più di 87 mila click.<br />
In totale si sono stimati ben quattro milioni di spettatori online al minuto. Il traffico nei siti Web che veicolano notizie video in America, in Europa e in altre parti del mondo è esploso rispetto al normale share, come spiegato da Helen Yang, portavoce di Akamai Technologies, importante agenzia di rilevazione dati in rete.</p>
<p><img class="alignright" title="New Media: milioni di utenti connessi a internet per seguire i funerali di Michael Jackson. Ecco come il web supera i broadcaster tradizionali" src="http://graphics8.nytimes.com/images/2009/07/07/arts/07jackson4-600.jpg" alt="" width="600" height="331" />Si è trattato di uno dei più grandi eventi mediatici del mondo, insieme al discorso inaugurale del presidente americano, Barack Obama. L’avvenimento ha messo sotto gli occhi di tutti il potere della rete e dovrebbe fare fortemente riflettere sul prossimo assetto che si andrà a realizzare tra i mezzi di comunicazione esistenti. La televisione digitale sarà certamente un mezzo importante per la nostra dieta mediatica, ma, nonostante tutti gli sforzi che si possano fare, manca della sua natura interattiva, che resta ancora limitata. La partecipazione è un fatto congenito soltanto alla rete ed è qui che ogni volta si realizza in tutta la sua naturalezza. A dimostrarlo sono proprio gli eventi di portata mondiale, che travasano dai confini nazionali e assumono dimensioni inimmaginabili.<br />
Il Web, per la sua flessibilità e capienza, è l’ambiente ideale per ospitare questo tipo di eventi mediatici, dove contenuti professionali garantiti dai broadcasters e user generated contents si incontrano dando origine a un nuovo modo di produrre e fruire materiale audiovisivo. Al di là del suo significato sociale, un simile fenomeno può essere letto anche in chiave strategica per ridefinire le policies delle principali emittenti.</p>
<p>La rete, inutile negarlo, rappresenta un’arma a doppio taglio per i broadcasters. Da una parte è lo spauracchio che ha democratizzato l’accesso ai contenuti e distrutto l’organizzazione statica e rigida del palinsesto. Dall’altra, però, rappresenta la grande opportunità di raggiungere quell’audience che si è stancata della televisione tradizionale, sia essa generalista o tematica.<br />
I video online si prestano prevalentemente per una fruizione on demand, che si sposa appieno con l’architettura di Internet, basata su una comunicazione unicast, ovvero uno a uno. Questo rende la piattaforma uno strumento per arricchire e ampliare la diffusione dei contenuti audiovisivi. Gli eventi in diretta, invece, si prestano meglio per una distribuzione uno a molto, dal momento che devono essere seguiti da un alto numero di persone contemporaneamente. Ciò fa della Web Tv uno strumento di supporto, non sostitutivo alla televisione, per le strategie dei broadcastrers. Ma, allo stesso tempo, fenomeni di portata mondiale, come i funerali della popstar, stanno mostrando le potenzialità del Web anche per gli eventi live.</p>
<p>Con la progressiva penetrazione della banda larga e i futuri investimenti per realizzare le NGN, qualità e quantità di contenuti audiovisivi è naturalmente destinata ad aumentare. Non è escludibile che in un futuro non troppo lontano anche le partite di calcio possano essere trasmesse in diretta sulle Web Tv. il calcio, si sa, è uno dei principali contenuti che ha fatto nascere e rafforzare le tv tematiche a pagamento. Se dovesse arrivare in rete prima che i broadcastrers siano pronti a gestire la loro offerta via Web, il mercato televisivo tradizionale ne sarebbe profondamente sconvolto.<br />
Il Web è l’ambiente che ha scomposto le masse in una miriade di piccolissime nicchie, ma, allo stesso tempo, è anche lo strumento in grado di ricomporle e convogliarle verso un preciso punto. Ed è proprio a questa grande flessibilità che le emittenti devono iniziare a guardare per cercare di rimanere competitive sul mercato e non venire progressivamente messe da parte, mano a mano che il pubblico giovanile si fa adulto.</p>
<p><a href="http://www.key4biz.it/News/2009/07/08/e-Society/Michael_Jackson_facebook_Barack_Obama_ngn.html" target="_blank"><strong>Francesca Burichetti</strong></a></p>

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		<title>Death of the Traditional Marketing Model</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 10:15:15 +0000</pubDate>
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<p><object width="445" height="364"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6qpU5X9mpUk&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/6qpU5X9mpUk&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="364"></embed></object></p>

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		<title>Tattiche di marketing digitale. Il blog aziendale è in testa</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 14:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’andamento per il 2009 in azienda è quasi a unica via. Taglio dei costi e ricerca di vie più abbordabili (da un punto di vista economico) e creative per fare marketing. Lee Odden, di Online Marketing Blog, ha recentemente condotto un sondaggio interpellando gli oltre 17000 iscritti al feed RSS con lo scopo di definire quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<div class="topsy_widget_data topsy_theme_brick-red" style="float: right;margin-left: 0.75em; background: url(data:,%7B%20%22url%22%3A%20%22http%253A%252F%252Fblog.edistar.com%252F2009%252F06%252F16%252Ftattiche-di-marketing-digitale-il-blog-aziendale-e-in-testa%252F%22%2C%20%22style%22%3A%20%22small%22%2C%20%22title%22%3A%20%22Tattiche%20di%20marketing%20digitale.%20Il%20blog%20aziendale%20%C3%A8%20in%20testa%22%20%7D);"></div>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; text-align: justify; margin: 0px;"><img class="alignright" title="Tattiche di marketing digitale. Il blog aziendale è in testa" src="http://davidsalvatori.com/imgs/post/camisani.jpg" alt="" width="286" height="190" />L’andamento per il 2009 in azienda è quasi a unica via. Taglio dei costi e ricerca di vie più abbordabili (da un punto di vista economico) e creative per fare marketing.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; text-align: justify; margin: 0px;"><strong>Lee Odden</strong>, di <a style="color: #a91b33; text-decoration: none;" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.toprankblog.com');" href="http://www.toprankblog.com/" target="_blank">Online Marketing Blog</a>, ha recentemente condotto un sondaggio interpellando gli oltre 17000 iscritti al feed RSS con lo scopo di definire quale fosse la strategia dominante di digital marketing proprio per il 2009.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; text-align: justify; margin: 0px;">I risultati sono stati &#8211; per un certo verso &#8211; attesi: <strong>corporate blog</strong>,<strong> twitter </strong>e<strong> SEO</strong>. E nella top ten delle scelte, sei scelte sono ricadute su strumenti che solitamente inseriamo nella categoria del <strong>social media marketing</strong>.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; text-align: justify; margin: 0px;">Alla domanda: “<strong>What 3 digital marketing channels &amp; tactics will you emphasize in 2009?</strong>”, queste sono state le risposte:</p>
<ul style="list-style-type: square; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; margin: 0px;">
<li style="list-style-type: square; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 20px; padding: 0px;">Blogging (34%)</li>
<li style="list-style-type: square; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 20px; padding: 0px;">Microblogging (Twitter) (29%)</li>
<li style="list-style-type: square; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 20px; padding: 0px;">Search engine optimization (28%)</li>
<li style="list-style-type: square; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 20px; padding: 0px;">Social network participation (Facebook, LinkedIn) (26%)</li>
<li style="list-style-type: square; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 20px; padding: 0px;">Email marketing (17%)</li>
<li style="list-style-type: square; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 20px; padding: 0px;">Social media monitoring &amp; outreach (17%)</li>
<li style="list-style-type: square; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 20px; padding: 0px;">Pay per click (14%)</li>
<li style="list-style-type: square; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 20px; padding: 0px;">Blogger relations (12%)</li>
<li style="list-style-type: square; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 20px; padding: 0px;">Video marketing (10%)</li>
<li style="list-style-type: square; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 20px; padding: 0px;">Social media advertising (7%)</li>
</ul>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; margin: 0px;">L’articolo completo per chi volesse approfondire si trova <a style="color: #a91b33; text-decoration: none;" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.businessblogconsulting.com');" href="http://www.businessblogconsulting.com/2009/04/blogging-top-ranked-digital-marketing-tactic-2009" target="_blank">qui</a>.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; margin: 0px;"><a href="http://problogging.it/2009/04/23/tattiche-di-marketing-digitale-il-blog-aziendale-e-in-testa/" target="_blank">Articolo originale</a></p>

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		<title>La mia azienda dovrebbe avere un blog?</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 08:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Penso che il titolo del mio post rappresenti un quesito ricorrente per molti imprenditori e marketing manager. La prima risposta che mi viene in mente è “dipende”. Se guardiamo allo strumento di per sé il blog è veramente adatto ad ogni tipo di azienda: si può costruire conpoche risorse economiche, fa molta immagine, permette di aprire un dialogo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<div class="topsy_widget_data topsy_theme_brick-red" style="float: right;margin-left: 0.75em; background: url(data:,%7B%20%22url%22%3A%20%22http%253A%252F%252Fblog.edistar.com%252F2009%252F06%252F12%252Fla-mia-azienda-dovrebbe-avere-un-blog%252F%22%2C%20%22style%22%3A%20%22small%22%2C%20%22title%22%3A%20%22La%20mia%20azienda%20dovrebbe%20avere%20un%20blog%3F%22%20%7D);"></div>
<p>Penso che il titolo del mio post rappresenti <strong>un quesito ricorrente per molti imprenditori e marketing manager</strong>. La prima risposta che mi viene in mente è “dipende”.</p>
<p><img class="alignleft" style="max-width: 721px; margin-top: 4px; margin-right: 0px; margin-bottom: 4px; margin-left: 0px; height: auto; border: 0px none initial;" title="blog" src="http://blog.tamtamy.com/wp-content/uploads/2009/01/postj1.jpg" alt="" width="300" height="300" /><br />
Se guardiamo allo strumento di per sé il <strong>blog è veramente adatto ad ogni tipo di azienda</strong>: si può costruire con<strong>poche risorse economiche</strong>, fa molta <strong>immagine</strong>, permette di <strong>aprire un dialogo con il cliente</strong>, acquisito o potenziale che sia.<br />
A dispetto delle apparenze però lanciarsi nell’avventura di <strong>un corporate blog non è per tutti</strong>, e non mi riferisco alla complessità tecnica o gestionale.</p>
<p>Il primo tema è quello del <strong>committment</strong>: il blog in sé è un semplice sito <strong>ma culturalmente comporta una vera rivoluzione nell’azienda</strong>: la comunicazione è diretta, non pubblicitaria, trasparente, dialogica e non sempre i tempi dello scambio dialogico sono dettati dall’impresa.<br />
Insomma in primo luogo <strong>non avrete lo stesso controllo che potreste vantare sul vostro sito tradizionale</strong>, o almeno che credete di avere.<br />
Questa paura infatti in realtà è relativa, in quanto chi <strong>vuole parlare di male di voi lo può fare in mille altri siti</strong>, ed è un <a style="color: #004276; text-decoration: underline;" href="http://webspecialist.wordpress.com/2009/03/11/perche-e-necessario-superare-la-paura-del-web-20/" target="_blank">freno che ormai ha un senso limitato</a>.</p>
<p>Ciò non toglie però che per bloggare per davvero in azienda <strong>occorre avere l’appoggio di sponsor interni importanti</strong>, non a tutti infatti piacerà da subito questo nuovo approccio e non si cambia la cultura di un&#8217;azienda in un giorno.</p>
<p>Inoltre chi sarà <strong>il blogger (o i blogger) non deve essere costretto a questo ruolo ma deve trovarsi a suo agio</strong> e, soprattutto, deve essere <strong>convinto dell’utilità del suo operato</strong>.<br />
Deve trovare un proprio stile, scrivere comunque bene, trasmettere passione e competenza, invitare a conversare e, come dice <a style="color: #004276; text-decoration: underline;" href="http://www.debbieweil.com/" target="_blank">Debbie Weil</a>, deve divertirsi.</p>
<p><img class="alignright" style="max-width: 721px; margin-top: 1px; margin-right: 4px; margin-bottom: 1px; margin-left: 4px; height: auto; border: 1px solid black;" title="blog" src="http://mncomunicazione.com/wp-content/uploads/2009/02/blogs_will_change_your_business-300x236.gif" alt="" width="300" height="236" /><br />
Se ci sono tutte queste condizioni anche <strong>il tempo</strong>, altra grande paura nel seguire un blog, sarà <strong>sempre una risorsa meno scarsa del previsto</strong>.<br />
Un ulteriore grande tema poi è la <a style="color: #004276; text-decoration: underline;" href="http://webspecialist.wordpress.com/2009/03/02/come-approcciare-in-modo-corretto-e-strategico-i-social-media/" target="_blank"><strong>scelta degli obiettivi e della strategia del blog</strong></a>: come abbiamo visto più volte a proposito dell’<a style="color: #004276; text-decoration: underline;" href="http://webspecialist.wordpress.com/2009/04/17/l%e2%80%99onda-anomala-interagire-e-comunicare-con-i-consumatori-ribelli/" target="_blank"><strong>approccio post</strong></a> infatti occorre avere ben chiaro che cosa si vuole ottenere dal blog e come raggiungere l’obiettivo.<br />
Ciò non può prescindere dall’ascolto e dall’analisi del <a style="color: #004276; text-decoration: underline;" href="http://www.forrester.com/Groundswell/profile_tool.html" target="_blank"><strong>profilo Social Technographics</strong></a> del pubblico atteso, che ci aiuterà anche a trovare i giusti argomenti ed i toni di voce migliori.</p>
<p>Infine il tema della <a style="color: #004276; text-decoration: underline;" href="http://webspecialist.wordpress.com/2009/02/20/come-misurare-il-ritorno-dell%E2%80%99investimento-sui-social-media/" target="_blank"><strong>misurazione dei risultati può essere affrontato con gli stessi criteri di tutti i social media</strong></a>, magari aiutandosi con le <a style="color: #004276; text-decoration: underline;" href="http://webspecialist.wordpress.com/2009/05/18/iab-presenta-le-social-media-ad-metrics-definition/" target="_blank">Social Media Ad Metrics Definition di IAB.</a></p>
<p>A questo punto la risposta al quesito iniziale cambia, o meglio è la domanda che formulata meglio: <strong>io e la mia organizzazione siamo pronti per bloggare?</strong></p>
<p>A ciascuno la propria risposta, anche qui di seguito come commento, se vi va.<br />
Io tornerò appena possibile sul tema.</p>
<p><a style="color: #004276; text-decoration: underline;" href="http://www.gianluigizarantonello.it/" target="_blank">Gianluigi Zarantonello</a><br />
via <a style="color: #004276; text-decoration: underline;" href="http://webspecialist.wordpress.com/" target="_blank">http://webspecialist.wordpress.com</a></p>
<p><a href="http://venetoin2.ning.com/profiles/blogs/la-mia-azienda-dovrebbe-avere" target="_blank">fonte</a></p>

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		<title>Robin Good online</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 14:42:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anteprima  video dell&#8217;incontro di CreativaMente con Robin Good alla Fornace di Asolo. (ACCESSIBILITA’ DELLA PAGINA: attenzione, l’audio qui di seguito presentato è ascoltabile tramite uno script Flash, che potrebbe non essere accessibile)]]></description>
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<p>Anteprima  video dell&#8217;incontro di CreativaMente con Robin Good alla Fornace di Asolo.</p>
<p>(ACCESSIBILITA’ DELLA PAGINA: attenzione, l’audio qui di seguito presentato è ascoltabile tramite uno script Flash, che potrebbe non essere accessibile)</p>
<p><embed flashvars="autoplay=false" width="400" height="320" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" src="http://www.ustream.tv/flash/video/1422167" type="application/x-shockwave-flash" /></p>

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		<title>Facebook e l&#8217;illusione della folla</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 10:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tribù]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono due teorie di fondo universali che si contendono il titolo di &#8220;ROI superiore di mercato&#8221;: vado dove c&#8217;è tanta gn***a, per esempio nella più grande discoteca di Riccione a ferragosto vado dove ce n&#8217;è poca, ma c&#8217;è meno concorrenza e più affinità, per esempio a un corso di pittura La prima teoria è [...]]]></description>
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<div class="topsy_widget_data topsy_theme_brick-red" style="float: right;margin-left: 0.75em; background: url(data:,%7B%20%22url%22%3A%20%22http%253A%252F%252Fblog.edistar.com%252F2009%252F02%252F27%252Ffacebook-e-lillusione-della-folla%252F%22%2C%20%22style%22%3A%20%22small%22%2C%20%22title%22%3A%20%22Facebook%20e%20l%27illusione%20della%20folla%22%20%7D);"></div>
<p><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3436/3313793786_34d570e1cd_m.jpg" alt="" width="190" height="142" />Ci sono due teorie di fondo universali che si contendono il titolo di &#8220;ROI superiore di mercato&#8221;:</p>
<ul>
<li>vado dove c&#8217;è tanta gn***a, per esempio nella più grande discoteca di Riccione a ferragosto</li>
<li>vado dove ce n&#8217;è poca, ma c&#8217;è meno concorrenza e più affinità, per esempio a un corso di pittura</li>
</ul>
<p>La prima teoria è sempre stata la dominante nei mercati di massa, si fa lo spot nella trasmissione con più telespettatori, si spara nel mucchio grosso e qualcosa viene colpito. Questo però non funziona più, mi pareva assodato. Seth Godin nel suo ultimo libro parla del &#8220;plurality myth&#8221; del marketing:</p>
<blockquote><p>In order to win an election, you need more than half the votes. [...] In order to lead a tribe, no such rule applies. All you need to do is motivate people who choose to follow you. The rest of the population is free to ignore you or disagree with you or move on.</p></blockquote>
<p>Tuttavia quello che mi sembra di vedere in questi tempi è di nuovo una affannosa, sgomitante e cieca corsa aziendale verso la folla &#8211; che nel 2009 coincide con Facebook, trascinata da dati con numeri che ricordano i bei tempi televisivi e mostrano come milioni di italiani siano lì, dimenticando che <strong>nella folla si è come un piccolo pesce in un grande lago</strong>, che in Facebook la gente si iscrive ai gruppi (a <strong>decine </strong>di gruppi, per la verità) e alle pagine di Fan <strong>soprattutto per condividere un&#8217;affinità, &#8220;taggarsi&#8221; ed eventualmente conoscersi</strong>, mentre poi la conversazione per il 90% del tempo si svolge nei commenti agli status, nei like, nelle bacheche. Ci sono gruppi a cui sono iscritto che nemmeno ho mai visitato. C&#8217;è un gruppo che ho co-fondato, che anche io dopo un po&#8217; ho dimenticato (<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=52473849574&amp;ref=ts" target="_blank">quelli che parcheggiano nello spazio riservato al pulmino della scuola</a>)</p>
<p>Insomma, la gente sarà pure tanta e tutta, ma lì <strong>c&#8217;è veramente poco tempo e poca attenzione disponibile per voi</strong>. Meglio forse motivare una tribù più limitata, ma più attenta e più disponibile, <strong>e forse non su Facebook</strong>. Tenere unita una tribù <strong>su </strong>Facebook è proprio difficile, come a Riccione a ferragosto, con la gente che passa in continuazione al vostro tavolino e fa l&#8217;occhiolino alle vostre amiche che faticosamente avete aggregato e con cui ancora più faticosamente cercate di parlare, perché il rumore è oggettivamente altissimo.</p>
<p>Concludendo con una fine battuta intellettuale, cari brand, la verità è che vi state buttando in una discoteca piena a ferragosto, e di solito non siete Brad Pitt.</p>
<p><em><a href="http://www.minimarketing.it/2009/02/facebook-e-l-della-folla.html" target="_blank">Fonte</a></em></p>

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