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Web semantico, via alle danze!È in gran voga tra gli specialisti del web la discussione attorno alle linee evolutive del web semantico, che secondo molti osservatori e specialisti rappresenta l’evoluzione naturale di internet così come lo conosciamo oggi. Grazie a tale evoluzione i motori di ricerca, per esempio, potranno dare risultati non solo in base a delle parole chiave, ma anche in base a un’interpretazione che ne associ un significato semantico.
In realtà tale evoluzione è già in corso, a ben guardare, come sostiene Matteo Brunati, dato che alla semplice parola chiave i motori di ricerca stanno sempre più accompagnando “oggetti” che se vogliamo conferiscono un layer semantico ai risultati della ricerca.
E proprio BigG si è già mosso verso il supporto all’RDFa (Resource Description Framework – in – attributes), un protocollo che sembra divenire uno standard (e non solo perché proposto allo scopo dal W3C) per la codifica, lo scambio e il riutilizzo di metadati strutturati. Da un punto di vista architetturale e in estrema sintesi il web semantico è costituito da una serie di strati concettuali, in cui l’RDF rappresenta solo il primo passo, complementare all’XML (e tra i quali sempre Matteo Brunati aka dagoneye ci riporta le differenze in uno straordinario pdf). Qualcuno, nel frattempo, ha iniziato a dare forma e sostanza alla teoria. Gianluca Busato settembre 25th, 2009 | Tags: dagoneye, RDF, rdfa, Resource Description Framework, sig-ma, sigma, web semantico, XML | Category: Codificando, Data integration, marketing, newsletter
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New blog post: Web semantico, via alle danze! http://bit.ly/2Xj1vV
Ciao Gianluca,
grazie della doppia citazione .)
In effetti c’è molto movimento ormai, e a livello mondiale le tecnologie del Semantic Web sono alla base di molte innovazioni, che forse ancora non sono troppo mostrate, ma che ci sono. In Italia c’è troppa poco confronto su tali faccende, ed è un vero peccato.
Una tra le tante? La trasparenza e il non reinventare la ruota ogni attimo per fare sempre le stesse cose.
A livello Enterprise, invece, i vantaggi sarebbero enormi, sia a livello di integrazione dati eterogenei, che a livello di gestione dell’informazione. Un esempio su tutti: l’editore O’Reilly:
-> Articolo di copertina di questo numero di Nodalities
E ancora:
-> Semantic Enterprise
E sul governo e la trasparenza degli Stati ( Obama è assai avanti in questo )
-> Linked Government Data
Nei prossimi tempi nel gruppo su webprofession mi piacerebbe innescare lo stimolo per capire a cosa ci sta portando tutto questo.
-> Semantic Web e Linked Data su Webprofession.it
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