Web semantico, via alle danze!

È in gran voga tra gli specialisti del web la discussione attorno alle linee evolutive del web semantico, che secondo molti osservatori e specialisti rappresenta l’evoluzione naturale di internet così come lo conosciamo oggi. Grazie a tale evoluzione i motori di ricerca, per esempio, potranno dare risultati non solo in base a delle parole chiave, ma anche in base a un’interpretazione che ne associ un significato semantico.

web-semantico

In realtà tale evoluzione è già in corso, a ben guardare, come sostiene Matteo Brunati, dato che alla semplice parola chiave i motori di ricerca stanno sempre più accompagnando “oggetti” che se vogliamo conferiscono un layer semantico ai risultati della ricerca.

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E proprio BigG si è già mosso verso il supporto all’RDFa (Resource Description Framework – in – attributes), un protocollo che sembra divenire uno standard (e non solo perché proposto allo scopo dal W3C) per la codifica, lo scambio e il riutilizzo di metadati strutturati.

Da un punto di vista architetturale e in estrema sintesi il web semantico è costituito da una serie di strati concettuali, in cui l’RDF rappresenta solo il primo passo, complementare all’XML (e tra i quali sempre Matteo Brunati aka dagoneye ci riporta le differenze in uno straordinario pdf).

Qualcuno, nel frattempo, ha iniziato a dare forma e sostanza alla teoria.

Gianluca Busato
business development Edistar

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